
“Hanno la pelle scura e puzzano perché non si lavano, non amano l’acqua. Fate attenzione se volete affittare una casa perché si presentano al massimo in due però poi dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Rifiutano di integrarsi, disprezzano le nostre usanze e le nostre tradizioni e tra loro parlano lingue a noi incomprensibili. Riempiono le nostre strade, i nostri negozi e i nostri locali con bambini che chiedono l’elemosina e con adulti che invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti, e chiedono un aiuto. Sono dediti al furto e molto violenti, è importante che le nostre donne stiano lontano da loro perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri politici, i nostri governanti devono capire che stanno sbagliando tutto, hanno aperto le frontiere a questa invasione che mette a rischio la nostra società e la nostra civiltà, non sono stati in grado di selezionare chi entra nel nostro paese, consentendo di farlo non solo a chi viene qui per lavorare ma anche e soprattutto a chi vive di espedienti e, peggio ancora, è dedito ad attività criminali”.
Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti
Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione – Ottobre 1912
